«Questo senso dell'immediatezza [...] ci deve salvare a tutti i costi dal prender tempo innalzando piramidi di teoria e di propositi che noi non abbiamo. Non bisogna credere più che le stesse cause tornino a presentarsi più di una volta. Quella realtà ignota e indefinibile che noi chiamiamo tempo, è sempre diseguale; e ci invita a riflettere che le nostre responsabilità sono improrogabili e uniche. Bisogna mettere gli uomini nella condizione di attuare i propri stati d'animo, trasformandoli senz'altro in fatti compiuti. Perché un fatto da compiere, anche se noi possiamo descriverlo minutamente, è sempre una specie di interruzione e non mai un segno di intensità pura. Se invece, esaminiamo la storia interiore di noi stessi, bisogna convenire che il più delle volte è rimasta passiva e cieca [...] Noi abbiamo [...] scambiati i simboli della vita per la sostanza della vita; e ci siamo contentati di rifare più o meno volentieri la stessa strada degli altri».
F. Tozzi, Le nostre ombre
















